martedì, 15 maggio 2007

 

Archimede

 

 

 

 

Specchi abbaglianti

tralasciano vanità:

il mare in fiamme.

 

 

 

Scienziato della colonia greca di Sicilia.

Nato a Siracusa nel 287 a.C., ucciso a Siracusa nel 212 a.C.

Geniale inventore e padre della fisica.

 

 

Il mondo deve ad Archimede molte scoperte nel campo della matematica e della fisica; tra le sue scoperte più celebri ricordiamo: l’elevazione dell’acqua in un tubo per mezzo di una spirale, detta “Vite di Archimede”, il “Principio di Archimede” che permette di determinare il volume di un corpo misurando la spinta che l’acqua esercita su di esso, l’utilizzazione degli specchi per incendiare a distanza le navi nemiche, l’invenzione delle ruote dentate e delle pulegge per ridurre la fatica dei lavoratori... Questo geniale allievo di Euclide fu ucciso da un soldato romano durante l’espugnazione di Siracusa: immerso nello studio di un problema di geometria, lo scienziato non l’aveva neppure sentito avvicinarsi.

 

 

 

 

 

Carlo Bramanti

 

sabato, 12 maggio 2007

 

 

Franklin Benjamin

 

 

 

Sulla tempesta

l’intrepido aquilone

ride e ondeggia.

 

 

 

 

Scienziato e statista americano.

Nato a Boston (USA) nel 1706, morto a Filadelfia (USA) nel 1790.

Inventò il parafulmine.

 

 

Le doti di statista di Franklin sono meno conosciute nel mondo rispetto alla sua invenzione del parafulmine e alla sua dimostrazione, per mezzo di un aquilone, dell’esistenza dell’elettricità statica nel cielo e nelle nuvole. Nel 1760, Franklin aveva installato il primo parafulmine sul tetto di una casa di Filadelfia. Alcuni giorni dopo, un fulmine si abbatteva su di essa, dimostrando in modo inconfutabile l’utilità della nuova invenzione. Ma al geniale americano spettano anche altri meriti scientifici: ha infatti inventato gli occhiali bifocali e melodiose armoniche e, infine, ha consigliato l’uso dell’olio per attenuare la violenza delle tempeste sul mare.

 

 

Carlo Bramanti

 

 

mercoledì, 09 maggio 2007

Marconi Guglielmo

 

 

 

La primavera

trasmette gioia e pensieri

senza alcun filo.

 

 

 

 

Inventore italiano.

Nato a Bologna nel 1874, morto a Roma nel 1937.

Realizzò le prime trasmissioni a lunga distanza col telegrafo senza fili.

 

 

 

 

A ventitrè anni, Marconi, che si trovava in Inghilterra, effettuò un collegamento senza fili tra due apparecchi collocati a 5 chilometri di distanza l’uno dall’altro. Era il punto di partenza di una serie di ricerche che dovevano sfociare in una trasmissione senza fili attraverso l’Atlantico. Il 28 Marzo 1899, quando l’inventore , da Dover, tentò un esperimento di trasmissione attraverso la Manica, il suo primo messaggio, un telegramma rimasto celebre, era diretto a Edouard Branly: “ Il signor Marconi invia al Signor Branly i suoi rispettosi ossequi, mediante il telegrafo senza fili, attraverso la Manica, poiché questo risultato è in parte dovuto alle importanti ricerche del Signor Branly”. L’inventore italiano era un uomo onesto.

 

 

 

Carlo Bramanti

 

 

 

 

lunedì, 07 maggio 2007

Popov Aleksandr Stepanovic

 

 

 

Non spazzerà me
il temporale estivo.
Soltanto i fiori.

 

 

 

Fisico russo.

Nato a Turinskie Rudniki (URSS) nel 1859, morto a Pietroburgo (URSS) nel 1906.

Pioniere della radio, inventò le antenne.

 

 

 

 

E’ noto che le onde del telegrafo senza fili si propagano nello spazio come le onde concentriche si sviluppano nella superficie dell’acqua, intorno al punto di caduta della pietra. S’era trovato un mezzo semplice per captare le onde radio a breve distanza. Popov constatò che l’apparecchio ricevente funzionava meglio quando lo si collegava a un filo metallico teso nell’aria. Grazie a quest’antenna, era possibile raccogliere le onde provenienti da una distanza maggiore. L’antenna di Popov permise anche di ricevere le onde emesse dai lampi di un temporale lontano e, per conseguenza, di essere avvisati del suo arrivo.

 

 

 

Carlo Bramanti